La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto dai neuroni dopaminergici, appartenente alla famiglia delle catecolamine ed essenziale per garantire il corretto svolgimento di numerose e importanti funzioni vitali e fisiologiche, come, tra le tante, il sonno e il movimento.
Ciò che giocava un ruolo primario ed essenziale della dopamina però, sembrava fino a poco tempo fa essere principalmente la regolazione e il controllo dello stato emotivo e dell’umore, tanto da agire, insieme alla serotonina, come vero e proprio mediatore chimico del piacere e della ricompensa stimolando in aggiunta le capacità senso-percettive dell’individuo.
Numerosi studi scientifici coinvolti nell’analisi dei meccanismi di azione della dopamina, hanno recentemente portato alla luce un’ulteriore funzione del neurotrasmettitore, fondamentale per garantire il benessere dell’organismo: l’incremento delle difese immunitarie nei confronti di microrganismi patogeni quali virus o batteri.
La dopamina migliora la funzione immunitaria
L’indagine svolta da un gruppo di ricercatori Italiani e Australiani (Doglioni C. & Vinuesa C. G., 2017), sottolinea l’importanza della sinergia che si instaura tra il sistema nervoso e il sistema immunitario, rispettivamente tra la dopamina e i linfociti T e B. Nel momento in cui l’organismo ospite viene attaccato da un agente virale o batterico, il sistema immunitario reagisce tramite il rilascio di anticorpi specifici atti a sconfiggere il nemico. Gli anticorpi vengono normalmente prodotti e distinti dai linfociti B in un’area dei linfonodi chiamata centro germinativo. I linfociti B sono in grado di svolgere il proprio ruolo solo se instaurano una comunicazione con le citochine e con le cellule TFH ovvero un particolare tipo di cellule T che agevola la produzione di anticorpi. È proprio in questa delicata fase di interazione tra le cellule immunitarie che la dopamina sembra assumere una funzione importante interagendo con le cellule stesse e favorendo la rapidità di comunicazione tra esse. In questo modo, la risposta immunitaria sarà più veloce ed efficace nei confronti dei microrganismi infettivi.
Questo meccanismo risulta essere un ottimo punto di partenza per la ricerca e per le future terapie in campo immunologico. Presumibilmente, sarà infatti possibile regolare la quantità e la velocità della produzione di anticorpi e complessivamente ottimizzare o inibire la risposta immunitaria di un individuo per scopi terapeutici. Un altro esaustivo e recente studio (I. Berczi, and T. Katafuchi, 2012), pubblicato sulla rivista Science Daily, oltre a determinare l’importanza del ruolo chiave della dopamina nell’incremento delle difese immunitarie contro agenti microbiologici patogeni, dichiara che il neurormone non è sintetizzato esclusivamente dai neuroni, ma anche direttamente dalle cellule immunitarie presenti nell’organismo, sottolineando l’azione protettiva della molecola a livello sistemico. In merito a quanto detto, per agevolare la produzione di dopamina ed incrementare il sistema immunitario contro i microbi, è consigliabile l’assunzione di alimenti contenenti precursori della dopamina, quale l’amminoacido aromatico L-tyrosina presente nella soia, carne di manzo, agnello, maiale, pesce o pollo, noci, semi, uova, latticini, fagioli e cereali. La correlazione tra nutrigenomica e sistema immunitario risulta quindi essere evidente.
In conclusione, le cellule immunitarie sono strategiche pedine mosse per combattere un nemico ai nostri occhi invisibile ma dannoso. Gli alimenti che assumiamo coinvolgono in modo positivo o negativo le difese del nostro organismo e la dopamina, oltre a garantire uno stato di benessere psicofisico agisce nella coordinazione dei nostri piccoli soldati che compongono il sistema immunitario dell’organismo.